CREDIAMOCI

Ridefinire disabilità in termini di relazione sociale e modelli fondati su empowerment e valorizzazione delle capacità della persona.



Descrizione

La condizione umana delle persone con disabilità nella sua unicità e complessità propone alla società contemporanea una serie di nodi problematici di ordine culturale, sociale e politico di grande attualità. Il ragionare intorno ad una migliore qualità di vita delle persone con disabilità apre grandi questioni che sono alla base della qualità di vita di tutti e, più in generale, della nostra storia di esseri umani. Nel panorama internazionale la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, rappresenta un importante strumento per la promozione dei diritti umani e per il riconoscimento dei diritti di pari opportunità. L’obiettivo è quello di “rendere il soggetto in grado di fare la sua parte” partecipando attivamente alla vita sociale, politica ed economica del proprio Paese; di sostenerlo nell’acquisizione di capacità atte a fronteggiare le situazioni, realizzare il proprio desiderio di autonomia e di auto-determinazione; di sviluppare cioè il suo empowerment a diversi livelli.


Bisogni a cui risponde

La situazione calabrese non è assolutamente accettabile rispetto ai servizi e alle attività messe in essere. Non c’è un coordinamento tra istituzioni. Il Comune, che in questi anni ha cercato di sopperire a gravissime lacune del settore sociale con progetti ad hoc, deve farsi promotore di un’azione articolata ed integrata. Tanto la normativa di settore, quanto gli attuali scenari socio-politici, sottolineano l’esigenza di assicurare piena attuazione alla missione pubblica di promuovere lo sviluppo della persona attraverso politiche sociali che includano in maniera integrata aspetti educativi, relazionali e di promozione sociale.


Quale contributo darà alla tua comunità?
Quali problemi intende risolvere?

L’obiettivo è quello di “rendere il soggetto disabile in grado di fare la sua parte” partecipando attivamente alla vita sociale, politica ed economica del proprio Paese; di sostenerlo nell’acquisizione di capacità atte a fronteggiare le situazioni, realizzare il proprio desiderio di autonomia e di auto-determinazione; di sviluppare cioè il suo empowerment a diversi livelli. La vera sfida dunque consiste nel lavorare sulle potenzialità. Avere una vita più indipendente, rappresenta uno dei modi in cui la persona con disabilità riesce a trasformare i propri limiti in risorse, intessendo maggiori relazioni sociali e tentando nuove strade di autodeterminazione nella comunità.


Elemento distintivo iniziativa

Creare un tavolo permanente (politiche sociali,commissioni pari opportunità, terzo settore che si occupa di servizi ai bambini/ragazzi disabili, garante,rappresentanti delle famiglie e rappresentanti delle altre istituzioni, rappresentanti delle istituzioni scolastiche e università) che dovrà lavorare ad un programma di azione su servizi, inclusione scolastica, salute, principi di accessibilità e mobilità, centri di riabilitazione, modelli di vita indipendente, percorsi formativi e lavorativi


Quali sono le risorse e le tecnologie che ti servono per implementare l’iniziativa?

Co-progettazione e personalizzazione sono le parole chiave perché le famiglie di ragazzi con disabilità grave possono migliorare la qualità di vita dei loro figli e la loro, con servizi su misura dei quali possono essere co-decisori. Si parte da una situazione di gravità estrema: la solitudine delle famiglie, la mancanza di servizi su misura e di sostegni, la non possibilità di scelta e la delega in bianco alle istituzioni. Vogliamo costruire l'empowerment degli utenti e dei loro familiari attraverso l'alleanza e la partnership con le istituzioni. L'obiettivo è quello di consolidare e diffondere modelli e pratiche di percorsi partecipati, co-progettati e personalizzati, tra i destinatari e le istituzioni su modello della legge 162/98 di inclusione sociale e qualità, attivando e collegando gli attori sociali e istituzionali per innescare processi sociali di eccellenza. La legge n. 162/98 art. 1 c. 2 lett c, prevede il finanziamento per l'attuazione di piani personalizzati a favore di persone con handicap grave e delle loro famiglie. Si parte dalla legge n. 104/92 e la legge 162 nasce per: promuovere autonomia delle persone con disabilità grave, agevolare la loro piena integrazione/inclusione nella famiglia, nella scuola, nella società, prevenire e rimuovere le condizioni invalidanti e che impediscono lo sviluppo della persona umana, perseguire il recupero funzionale e sociale, superare stati di emarginazione e di esclusione sociale.


Destinatari

I destinatari diretti sono i bambini e gli adolescenti disabili e indiretti le famiglie che supportano sia privatamente che pubblicamente i propri figli disabili.


AUTORE



Maria Daniela Rossi

INIZIATIVA


CATEGORIA

WELFARE

USO DEL LUOGO

attività per il sociale

ALLEGATI

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