IMPIANTI SPORTIVI

dare possibilità di nascita impianti sportivi ad attività legate al mare



Descrizione

Variante Generale al Piano Comunale di Spiaggia Macroarea Pianificazione Territoriale Settore Urbanistica Cultura e Turismo Contenuti generali del Piano Comunale di Spiaggia Premessa L’amministrazione Comunale di Reggio Calabria, fattosi interprete dell’esigenza dei cittadini, vuole colmare la richiesta di adeguamento del Piano Comunale di Spiaggia avanzando l’idea progettuale di revisione dell’attuale strumento urbanistico. Reggio città di mare e sul mare, oggi, non gode appieno di questa straordinaria risorsa. La città nel corso degli ultimi due secoli ha rivisto il suo fronte mare anche in occasione di due eventi drammatici, due terremoti e particolarmente quello del 1908. Dopo il 1908, Reggio ha arretrato la costruzione di abitazioni rendendo più appetibile la costa che da quel periodo fu utilizzata sia per la passeggiata a mare come l’utilizzazione dell’arenile per la balneazione. Numerosi sono gli studi storici che illustrano questo utilizzo ponendo Reggio come una delle prime città italiane che ha praticato la balneazione e l’utilizzo ludico dello specchio d’acqua della Rada Giunchi antistante al Lungomare. Tra i due eventi bellici sorge il primo impianto sportivo localizzato nel Lido Zerbi, tra le cabine zona Nord e Sud. Si pratica il canottaggio e la società sportiva è il GUF, di cui il Circolo Velico, attraverso un dossier storico, possiede ampie testimonianze. Il locale rimessaggio, sede del GUF, era un capannone in muratura per il rimessaggio delle armi: le Yole di mare e le attrezzature remiere. Il capannone andò abbattuto durante i lavori per creare l’intubata delle Ferrovie, così come furono abbattuti tutti gli stabilimenti balneari, due cinema all’aperto e il monumento posto sulla via marina sull’approdo del Molo di Porto Salvo(Cippo) a ricordo dello sbarco del Re Vittorio Emanuele III°. Segue il lungo e travagliato periodo della costruzione dell’intubata per dare ai cittadini di Reggio la fruizione del fronte mare, ricostruendo il Lido Comunale. La vicenda sulla riqualificazione del Lungomare è fortemente travagliata. Dapprima un progetto del Prof. Arch. Nicoletti che non andò finanziato dalle Ferrovie e successivamente nel 1994 si progettò e si realizzò il nuovo Lungomare in stile Liberty. Le opere sono state realizzate in forte ritardo sui tempi previsti. IL Circolo Velico Reggio intanto subentrava alla concessione demaniale di uno storico stabilimento Balneare, il “Lido Musolino” e nel 1983, ritornava nella rada Giunchi l’attività sportiva con una avviata scuola vela e con l’organizzazione di grandi eventi, tali da far riconoscere Reggio come città di mare. La zona è la Rada delle Mura Greche e successivamente la Regione Calabria creò, per consentire l’attività sportiva, una scogliera di pietroni ancora operante per proteggere l’impianto dalle mareggiate. Era previsto un secondo intervento, ma le competenze passarono dallo Stato alle Regioni e l’intervento, necessario e programmato, non fu più realizzato. Il Consiglio Comunale in data 20.01.1998 approvò un Ordine del Giorno, all’unanimità, dove furono ratificate alcune prescrizioni urbanistiche e precisamente al punto (b. ” l’area libera tra la copertura della linea ferroviaria e la spiaggia deve essere utilizzata per la realizzazione di un parco urbano, armonizzate con significativi interventi turistici, sportivi e per il tempo libero.” E’ da tener presente che tali prescrizioni approvate in Consiglio Comunale hanno valore inderogabile sul piano urbanistico e devono essere menzionate in qualsiasi atto amministrativo riguardante la zona indicata nell’Ordine del Giorno. Al Comune di Reggio Calabria dopo la legge regionale n° 17 del 21.12.2005, vengono trasferiti i poteri per l’attuazione delle funzioni amministrative affidate ai comuni per la gestione del demanio marittimo. E’ appena il caso di rilevare che l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria fu una delle prime nella Regione Calabria, se non la prima, ad adottare il Piano Spiaggia Comunale, dopo una ampia consultazione con le associazioni e i concessionari che insistevano nel demanio marittimo all’atto della promulgazione della legge Regionale 17/2005. Questa Società Sportiva, unitamente alla Federazione Italiana Vela, venne sentita nei locali dell’assessorato all’Urbanistica e in quella sede esprimemmo molte perplessità sul contenuto del PCS che penalizzava le società sportive e gli eventi sportivi legati al mare. Fu redatto un PCS, dove erano pressanti le esigenze di fornire il Lungomare di stabilimenti balneari, stagionali e non le altre istanze. A dire il vero fu promesso alle Federazione Sportive che sarebbe stato da lì a poco riaperto un tavolo per la revisione del PCS. Dal 2005 ad oggi si sono verificati numerosi grandi eventi sportivi nazionali ed internazionali legate alla vela, nell’attuale competizione territoriale tra le città calabresi, nascendo nei vari contesti sociali l’opportunità di promuovere il cambiamento e la riqualificazione urbana. Basta pensare ai grandi eventi come la Mediterranean Cup e il Campionato Italiano della Federazione Italiana Vela del 2019. Gli eventi sono iniziative di comunicazione complessa, consapevole e circoscritta nel tempo, che promuove il territorio dandogli una identità. Tali fatti nella logica del marketing territoriale non sono transitori, ma innescano un processo di arricchimento e di innovazione territoriale che comportano risultati positivi e durevoli nel tempo. Le città che ospitano gli eventi sfruttano queste opportunità per operazioni di riqualificazione urbana e per canalizzare risorse finanziarie, tecniche e progettuali verso delle opere che rilancino la propria immagine. Gli eventi sportivi legati alla vela sono seguiti non solo dalla partecipazione numerosa di regatanti, tecnici e supporter ma dalla comunicazione a livello nazionale. Da ciò si evince il motivo per cui, in Calabria, le città fanno a gara per accaparrarsi l’evento, che diviene fonte di rinnovamento e sviluppo. Per esempio, durante i grandi eventi mondiali legate alla vela, la ristrutturazione delle aree waterfront di importanti città come Barcellona, Glasgow, Cardiff, ecc. sono modelli di rilancio economico, culturale e turistico, parallelamente alla rigenerazione di aree degradate divenute zone vitali. E nel litorale reggino le coste degradate (San Gregorio, Porto Candeloro, Pellaro, ecc.) sono tante e la nascita del degrado e del disordine urbanistico sorge negli anni ’70 per una totale assenza di sorveglianza effettuata dallo Stato e dagli organi preposti alle competenze demaniali marittime. Tutto ciò non è di facile soluzione per gli attori umani coinvolti in questa fase di riqualificazione e di programmazione e per le vicende che hanno preceduto questa fase. Tra i fattori che hanno sostenuto la crescente attenzione verso il Piano Comunale di Spiaggia si possono ricordare i seguenti: • Il dinamismo del turismo urbano/culturale. • L’emergere di nuove tendenze del turismo di massa. • La possibilità per le città di investire nella ricerca di una maggiore diversificazione della propria strutture economica. • La possibilità di migliorare la qualità di vita urbana legata al mare dei cittadini. • I grandi eventi sportivi legati al mare. VIGILANZA L’art. 22 della legge regionale 17/2005 all’art. 22 testualmente recita:” le funzioni di vigilanza sull’uso delle aree del demanio marittimo date in concessione sono esercitate dal Comune.” IL legislatore identificava nel Comune le funzioni di sorveglianza in quanto ente concedente. Oggi tale sorveglianza viene esercitata da una serie, la più disparata, di soggetti che non possono conoscere gli atti amministrativi e molti atti giudiziari, al di là che suscitano l’ilarità dei tecnici, producono danni economici rilevantissimi e interminabili procedimenti giudiziari. Si potrebbe, come per il controllo dei mezzi nautici, pensare ad un bollino bleu, ed evitare che sul demanio marittimo imperversino, per lo stesso motivo, guardie forestali, marinai, guardie provinciali che non sono degli urbanisti e che spinti da una solerzia amministrativa, riempiono gli armadi dei vari Tribunali di procedimenti irragionevoli che attendono la scadenza dei termini. OMOLOGAZIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI SUL DEMANIO SPORTIVO. Il Regolamento del CONI sull’impiantistica sportiva tiene conto delle varie tipologie di strutture possibili per la nostra disciplina con sbocco al mare. Vi sono procedure di sicurezza, i ruoli e le responsabilità dei vari soggetti coinvolti nell’organizzazione di un evento sportivo e nella gestione di un impianto. La Federazione Italiana Vela dopo la visita di un Omologatore Tecnico saranno abilitati al rilascio della certificazione dell’impiantistica sportiva in base al regolamento approvato nel 2018. L’omologazione dell’impianto permette agli affiliati di qualificare la struttura sportiva rendendola conforme alle indicazioni del CONI e allo stesso tempo consentirà alle società di poter accedere ai benefici previsti per l’accesso al credito per la ristrutturazione degli impianti e quelli previsti per il titolo confessorio. E’ indispensabili che il Tecnico, ufficialmente segnalato dalla Federazione Italiana Vela per la Regione Calabria, partecipi per la sua competenza, alla stesura del Piano Comunale di Spiaggia.


Bisogni a cui risponde

dare una casa ai tanti sportivi delle attività del mare. creare un turismo sportivo. Creare sviluppo grazie al nostro mare


Quale contributo darà alla tua comunità?
Quali problemi intende risolvere?

la Comunità potrà ospitare grandi eventi ed aumentare le presenze di visitatori e creare e sviluppare economia . Con tutto ciò si creano posti di lavoro e si rilancia immagine della città


Elemento distintivo iniziativa

assenza completa nel tessuto reggino di proposte serie per implementare il turismo nautico, la proposta si fa carico in parte di queste mancanze


Quali sono le risorse e le tecnologie che ti servono per implementare l’iniziativa?

risorse economiche poche occorre la volontà urbanistica e tecnologica di investimenti mediatico


Destinatari

tutti


AUTORE



Carlo Colella

TIPOLOGIA PROPOSTA

INIZIATIVA

CATEGORIA

AMBIENTE

USO DEL LUOGO

sport

ALLEGATI

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